Riconoscere che i videoclip sono arte esattamente come certe opere dell’ingegno come film, libri o quadri non è solo una soddisfazione per i molti appassionati di questo tipo di linguaggio. Piuttosto, il vantaggio è assai più materiale, come ha ricordato il ministro della Cultura Dario Franceschini all’inizio del 2020.

Più investimenti, più creatività

Riconoscere ai video musicali lo status di opera d’arte vuol dire che anche questo tipo di prodotti media avranno accesso al tax credit, attraverso il quale si possono compensare debiti fiscali con quanto investito in questo ambito.

Si tratta di un passaggio pressoché epocale, perché con questo particolare credito d’imposta anche piccoli cineasti che fino a poco tempo fa avrebbero dovuto faticare non poco per produrre video ora potranno avere degli sgravi che permetteranno non solo di lavorare con più tranquillità ma anche di potersi permettere di mettere in bilancio macchinari costosi, o di allungare i tempi delle riprese.

Le possibilità sono molte, e si traducono con una maggiore creatività, non più zavorrata dalle preoccupazioni economiche. E quando c’è la creatività, ce lo insegnano proprio i video musicali, nascono i talenti di domani.

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